Durs Grünbein ed Eva Sichelschmidt: Passaggi tratti dall’opera di Marie Luise Kaschnitz in occasione del suo 125° anniversario della nascita

 

Marie Luise Kaschnitz, 08.02.1950 Hamburg © picture alliance / dpa / dpa

Le pietre di Roma parlano, fiorendo nella luce al neon. Marie Luise Kaschnitz

I due noti autori tedeschi Durs Grünbein ed Eva Sichelschmidt colgono l’occasione del 125° anniversario della nascita di Marie Luise Kaschnitz per condividere con il pubblico il loro fascino per la scrittrice e poetessa, dal punto di vista di due autori: una autrice di prosa e un poeta. Per Eva Sichelschmidt, Kaschnitz è una rappresentante progressista del femminismo applicato, che ha origine nella sete di conoscenza e nella gioia dell’istruzione e della comprensione, nonché una brillante stilista, soprattutto nella sua prosa breve. Durs Grünbein ammira la sua arte descrittiva concisa, la capacità di rappresentare con pochi tratti le caratteristiche dei personaggi, la profondità dei riferimenti storici nella sua poesia e la sua fine capacità di osservazione. Ma entrambi hanno soprattutto una cosa in comune con Marie Luise Kaschnitz: l’amore per l’Italia, in particolare per Roma. Attraversare con il suo sguardo la Roma di allora apre ancora oggi nuove prospettive sul passato vicino e lontano. Eva Sichelschmidt e Durs Grünbein dimostreranno questi aspetti attraverso la lettura di brani scelti dalle opere di Kaschnitz e in una conversazione.

 

Durs Grünbein

Poeta e intellettuale fra i più noti e apprezzati nell’attuale panorama della letteratura europea, Durs Grünbein (Dresda 1962) ha esordito, un anno prima della caduta del Muro di Berlino, con la raccolta di versi Grauzone morgens, (1988), che gli è valsa di lì a poco la prestigiosa consacrazione del Premio Büchner (1995). Grünbein è autore di saggi e prose narrative. Numerosissimi i riconoscimenti tributati sin qui alla sua opera, fra cui spiccano il Premio Nietzsche (2004), il Premio Pasolini (2006), il Premio Transströmer (2012), il Premio Herbert Zbigniew (2020) nonché, ultimi in ordine di tempo, la Laurea honoris causa in Scienze Filosofiche (Università di Milano, 2022) e il Premio CetonaVerde Poesia (2023). Grünbein vive fra Berlino e Roma, dove è stato fra l’altro borsista dell’Accademia Tedesca di Villa Massimo (2009).

 

Eva Sichelschmidt

Eva Sichelschmidt è nata il 25 luglio 1970 a Wuppertal e ha vissuto inizialmente nella regione della Ruhr. Nel 1989 si è trasferita a Berlino, dove ha aperto un atelier di abiti da sposa e da sera e ha lavorato come costumista per il cinema e l’opera. Nel 1997 ha fondato il negozio “Whisky & Cigars” a Berlino Mitte, che esiste ancora oggi. Dal 2010 lavora come scrittrice e fa la pendolare tra Roma e Berlino. È sposata e ha tre figlie.

Nel 2022 ha partecipato al concorso Ingeborg Bachmann a Klagenfurt. È autrice di diversi romanzi, tra cui Bis wieder einer weint, che nel 2020 è entrato nella longlist del Deutscher Buchpreis e nella shortlist del Literaturpreis Ruhr.

L’evento si svolgerà in lingua tedesca. Ingresso libero senza prenotazione.

Con il gentile sostegno della Gesellschaft für deutsche Sprache e. V.

Musiche di E. W. Korngold, F. Hensel Mendelssohn, V. Ullmann, R. Kahn eseguite da docenti ed allievi del Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma, direzione artistica: M. Barbara Ferrara

Saluti di benvenuto:

Andreas Krüger, Capo Ufficio Culturale & Scienza, Ambasciata della Repubblica Federale di Germania Roma

Pino Pelloni, Fondazione Giuseppe Levi Pelloni

Introduzione musicale:

Barbara Ferrara, Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” Rom

 Per me, Theresienstadt è stata e rimane una scuola di forma. Prima, non si poteva sentire il peso e la sostanza della forma, perché la vita quotidiana li nascondeva. Qui, dove la sostanza deve essere vinta dalla forma, dove tutto ciò che è materiale deve essere trasformato in spirito… — Viktor Ullmann, Goethe e il Ghetto (1944)

Cosa sopravvive quando tutto ciò che è umano viene negato? La musica, nel contesto della Shoah, non è stata solo una cronaca del dolore, ma un veicolo di trasformazione metafisica. Questa proposta concertistica esplora il concetto di “forma” di cui parlava Viktor Ullmann: la capacità dell’arte di prendere il caos brutale della realtà e trasfigurarlo in qualcosa di eterno, universale e profondamente spirituale. Il programma non segue un filo puramente cronologico, ma si muove per risonanze. Mette in luce come la musica sia stata il vettore attraverso cui l’essere umano ha proiettato la propria dignità oltre il filo spinato, trasformando la privazione materiale in una ricchezza interiore indistruttibile.
Attraverso il dialogo tra le opere composte nel silenzio dei campi e non, e la sensibilità dei linguaggi contemporanei, il concerto diventa uno spazio di riflessione astratta ma potentissima. La musica agisce qui come un ponte: trasporta l’ascoltatore dal particolare della tragedia storica all’universale della condizione umana. Non è solo un esercizio di memoria, ma un’esperienza di vigilanza sonora. In un mondo che tende a dimenticare, queste note diventano tracce di una storia incompiuta che continua a interrogarci, dimostrando che la bellezza — quando nasce dal rigore e dalla sofferenza — non è un ornamento, ma l’ultima, suprema forma di verità.

Programma

E. W. Korngold
My Mistress Eyes

F. Hensel Mendelssohn
Adagio per violino e pianoforte in Mi maggiore H72

V. Ullmann
Drei Jiddische Lieder (Brezulinka) Op. 53:
Berjoskele
Margarithelech
A Meidel in die Johren

F. Hensel Mendelssohn
Fantasia per Violoncello e Pianoforte in Sol minore

R. Kahn
Sieben Lieder aus “Jungbrunnen” von Paul Heyse:
Nun stehn die Rosen Blüte
Mein Herzblut geht in Sprüngen
Waldesnacht, du wnderkühle
Wie bin ich nun in kühler Nacht
Wie trag’ ich doch in Sinne
In der Mondnacht
Es geht ein Wehen durch den Wald

Interpreti

Eero Lasorla – Tenore

Il tenore finlandese Eero Lasorla vanta una formazione internazionale d’eccellenza, culminata con la laurea con lode in Musica Vocale da Camera presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma, dopo gli studi compiuti a Tampere. La sua carriera si distingue per una notevole versatilità, che spazia dal repertorio operistico a quello liederistico e corale.

In Finlandia ha interpretato ruoli iconici come Tony in West Side Story, Tom Rakewell in The Rake’s Progress e il Soldato nel L’Histoire du soldat. Più recentemente, ha calcato i palchi di Helsinki come Jonathan Persson in Kung Karls Jakt e il Teatro Parvum di Alessandria nel ruolo di Nemorino (L’elisir d’amore). Di rilievo la sua esperienza al Savonlinna Opera Festival e le collaborazioni con prestigiosi cori quali il Chorus Cathedralis Aboensis. Dal 2024 è membro stabile del coro dell’Opera e Balletto Fiamminga (OBV) in Belgio.

Grande interprete della musica da camera, si è esibito in festival come Liszt and Friends e il Sibelius Festival. La sua dedizione alla musica finlandese è testimoniata dalla pubblicazione (LIM/Ricordi, 2020) del volume Jean Sibelius Lieder, scritto in collaborazione con Marina Cesarale, opera di riferimento che raccoglie e traduce l’intero corpus liederistico del compositore.

Gabriele Valabrega – Violino

Nato nel 2006 e cresciuto in un ambiente familiare dedito all’arte, Gabriele Valabrega intraprende lo studio del violino a soli sette anni sotto la guida del M° Ann Stupay. Il suo percorso formativo si consolida presso il Centro Sperimentale di Musica per l’Infanzia (Cesmi) di Roma, dove si distingue rapidamente sia come solista che nelle formazioni orchestrali, vincendo nel 2018 il primo premio assoluto al Concorso Nazionale “Giovani Musici”.

Il suo talento è confermato da numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui i diplomi di merito al concorso “Chroma”, il primo premio al Concorso Nazionale Suzuki di Viterbo (dove si esibisce come solista nel Concerto in La minore di Vivaldi) e il primo premio all’11° Concorso Internazionale “Città di Filadelfia”. Ha ottenuto le certificazioni ABRSM con il massimo punteggio e ha perfezionato la sua tecnica in Polonia presso i prestigiosi Zenon Brweski International Music Courses con Helen Brunner.

Nel 2019 ha trionfato al concorso “Giovani Musici” sia nella categoria solisti che in musica da camera. Attualmente prosegue il suo percorso accademico presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma, frequentando la classe della Prof.ssa Liliana Bernardi, confermandosi come una delle promesse più brillanti della nuova generazione di violinisti.

Marina Cesarale – Pianoforte

Pianista di raffinata sensibilità, Marina Cesarale si diploma con lode al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma, perfezionandosi successivamente con maestri di fama mondiale come Petroushanskij, Magaloff e Masi, oltre a specializzarsi nella Liederistica a Vienna con Charles Spencer. La sua carriera è segnata da momenti di alto prestigio istituzionale, come l’invito del Presidente Giorgio Napolitano a suonare per la RAI in occasione della chiusura dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

Apprezzata ricercatrice e interprete, collabora con IBIMUS e ISMEO per il recupero di brani inediti di musica vocale da camera. Nel 2025 ha diretto un seminario su Robert Kahn presso il Conservatorio “Santa Cecilia”. Dal 2020 è membro del comitato artistico della Sibelius Society Italia, per la quale ha tenuto concerti significativi, inclusi duo con la violinista Satu Jalas (nipote di Sibelius) e collaborazioni con il tenore Eero Lasorla.

Insieme a Lasorla ha pubblicato per LIM/Ricordi il primo saggio italiano sull’opera omnia dei Lieder di Sibelius, curandone traduzioni e analisi. Attiva anche in campo radiofonico, ha registrato per Radio Vaticana con Erica Piccotti e David Greiner, esplorando repertori ricercati come la “Entartete Musik”. La sua attività unisce rigore musicologico e una profonda dedizione alla diffusione della cultura musicale mitteleuropea e scandinava.

Mathilda Overlöper – Violoncello

Mathilda Overlöper è cresciuta a Bochum (Germania) e nel 2022 si è trasferita a Brema per lo studio del violoncello alla Hochschule di Brema con Kilian Fröhlich. Attualmente si trova a Roma per un semestre Erasmus presso il conservatorio Santa Cecilia, dove studia Musica da Camera nella classe del M. Barbara Ferrara. Dall’età di sette anni, Mathilda predilige la musica da camera trovando in essa la propria passione. Così come in orchestra, al fine di vivere momenti emozionanti con il pubblico.

Immagini: Erich Wolfgang Korngold (Georg Fayer, PDM), Fanny Hensel, (Moritz Daniel Oppenheim, 1842, PDM), Viktor Ullmann (PDM), Robert Kahn (PDM) 

In collaborazione con il Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” Roma

Con il gentile sostegno della Fondazione Giuseppe Levi Pelloni

6.2. – 12.4.2026
5.2.2026, 19:00 Inaugurazione 

La Casa di Goethe apre il suo deposito e presenta le nuove acquisizioni degli ultimi anni. Tra queste fi gurano le opere di artisti vicini a Goethe, come Johann Heinrich Wilhelm Tischbein e Jakob Philipp Hackert, rappresentati da eccezionali disegni esposti qui per la prima volta. Particolare attenzione è stata dedicata anche ai membri dell’Associazione degli artisti tedeschi a Roma del XIX secolo, la cui biblioteca storica è conservata nel museo. Tra loro, dipinti di Oswald Achenbach e Wilhelm Brücke trovano ora spazio nella collezione. Nel XX e XXI secolo, si aprono nuove prospettive sull’eredità di Goethe attraverso le opere di Filippo de Pisis, Henry Moore e Claudia Berg. Dal XVIII secolo a oggi, si dispiega così un ampio panorama artistico che rifl ette la ricchezza e la continuità dell’attività collezionistica della Casa di Goethe.

 

Immagine: Wilhelm Brücke, Vollmond über dem Golf von Neapel mit ausbrechendem Vesuv, 1847, Casa di Goethe © Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la storia dell’arte (Enrico Fontolan)

INCONTRI AL CORSO 18 è una serie di eventi in cui i borsisti, che per due mesi vivono e lavorano in Via del Corso 18, presentano i loro progetti in un dialogo aperto con Gregor H. Lersch, il direttore della Casa di Goethe, e il pubblico.

Il poeta Levin Westermann desidera gettare a Roma le basi per un nuovo ciclo di poesie dedicato all’ascesa e alla caduta dell’Impero Romano, osservato attraverso la lente della nostra civiltà contemporanea, minacciata dal cambiamento climatico e dal riscaldamento globale. Come avrebbero reagito i romani di duemila anni fa se qualcuno gli avesse detto che il loro mondo stava per finire? Le strade sepolte, i templi distrutti, il 99% dei testi andati perduti per sempre? E noi, come reagiremmo oggi?
Sullo sfondo della crisi climatica e dei profondi mutamenti che essa comporta per la vita sulla Terra, l’autore riflette sui temi della permanenza e della caducità, in relazione al topos del lutto. Un lutto inteso non solo come reazione individuale alla perdita di una persona, ma comprende anche il fenomeno della solastalgia, ovvero lo sconforto psicologico causato dalla perdita misurabile di specie, ecosistemi e paesaggi in tempo reale. A questo tema Levin Westermann si avvicina attraverso la poesia, ispirato dalle sue ricerche e dalla vita nella “Città Eterna”, dove si trova per la prima volta.

L’evento si svolgerà in lingua tedesca.

 

Levin Westermann © Bettina Wohlfender

Levin Westermann (*1980) ha studiato all’Università delle Arti di Berna e vive come scrittore freelance a Biel/Bienne. Scrive poesie e talvolta anche prosa. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo lavoro, tra cui il Schweizer Literaturpreis, il Deutscher Preis für Nature Writing e il Basler Lyrikpreis. I suoi ultimi libri, farbe komma dunkel (2021) e Zugunruhe (2024), sono stati pubblicati da Matthes & Seitz Berlin.

Con il gentile sostegno della Fondazione Karin e Uwe Hollweg

Other Forms of Sensing invita il pubblico ad avvicinarsi ai 120 anni di storia di Villa Romana come a una plurifonia piuttosto che a una cronologia lineare. Ispirata alle Römische Elegien di Goethe, in cui l’elegia è una forma metrica usata per amplificare l‘attenzione sensoriale piuttosto che per elaborare tristemente il passare delle cose, la serata invita a sintonizzarsi con gli echi, i sussurri, le risonanze e i gesti sottili che plasmano la vita di un’istituzione. La discussione che approfondisce la storia dei centoventi anni di Villa Romana è preceduta dalla presentazione delle opere dei borsisti attualmente presenti a Villa Romana.

Il programma si apre con la performance itinerante Il Viaggiatore di Raul Walch, che guida i partecipanti da Piazza del Popolo alla Casa di Goethe e mette in connessione i movimenti della città con la casa di artisti. Alla Casa di Goethe si incontra l‘installazione e performance Waiting for Goethe: delivered di Sajan Mani, che riflette su storie di lingue e migrazione. Tocando Luz di Chaveli Sifre trasforma lo spazio in un’esperienza sensoriale di tatto e luce, mentre con The Texture Elia Nurvista riflette su questioni di politiche estrattiviste attorno al cibo e al lavoro.
Tutti questi contributi elaborano considerazioni su forme materiali di percezione. Insieme, i gesti invitano il pubblico a percepire Villa Romana attraverso il movimento, il tatto, il linguaggio e la materia, e a immaginare i molteplici futuri che i suoi mondi sensoriali rendono possibili.

Programma:

18:00 – Performance itinerante di Raul Walch
Da Piazza del Popolo alla Casa di Goethe

18:20 – Performance di Sajan Mani
Casa di Goethe, Museo (1° piano)

18:40 – Performance di Chaveli Sifre
Casa di Goethe, Biblioteca (2° piano)

19:00 – Conferenza sulla storia e l’attualità di Villa Romana
Con Elena Agudio (direttrice Villa Romana) e Mistura Allison (curatrice e coordinatrice progetti Villa Romana)
Modera Gregor H. Lersch (direttore Casa di Goethe)

18:00 – 20:00 – Presentazione delle opere di Sajan Mani, Elia Nurvista, Chaveli Sifre e Raul Walch. Il Museo Casa di Goethe resterà aperto.

Evento in lingua inglese. Ingresso libero.

In collaborazione con Villa Romana Firenze

L’evento è sponsorizzato dalla Ernst von Siemens Kunststiftung

Con il gentile sostegno dell’Accademia tedesca Roma Villa Massimo

Claudia Nordhoff, curatrice della mostra L’Italia in linee. Disegni di Christoph Heinrich Kniep, racconta davanti alle opere, il percorso di questo straordinario disegnatore che ha accompagnato Goethe nel suo viaggio in Sicilia e ha vissuto in Italia per molti anni.

La mostra comprende 42 opere. Oltre ai capolavori appartenenti alla collezione del museo, sono esposti prestiti della Klassik Stiftung Weimar, del Goethe-Museum Anton-und-Katharina-Kippenberg-Stiftung di Düsseldorf, della Hamburger Kunsthalle e dell’Istituto centrale per la grafica di Roma.

La mostra si apre con i primi ritratti realizzati ad Amburgo e i disegni romani, tra cui una straordinaria veduta del Colosseo e una rara rappresentazione del Tempio della Sibilla a Tivoli.

Il viaggio in Sicilia insieme a Goethe è documentato da diversi disegni e acquerelli di Kniep, tra cui „Veduta del teatro di Taormina“. Uno dei momenti culminanti della mostra è rappresentato da due disegni, uno di Goethe e uno di Kniep, che raffigurano entrambi la „Tomba di Terone ad Agrigento“: i due fogli, provenienti dalla Klassik Stiftung Weimar, sono esposti l’uno di fianco all‘altro.

All’apice della carriera di Kniep nascono complesse e grandi vedute ideali di paesaggio, ad esempio con scene tratte dall’Odissea. Nella mostra queste opere vengono affiancate a rappresentazioni botaniche estremamente dettagliate, che presuppongono uno studio intensivo della flora. A concludere l’esposizione, due disegni del 1825: si tratta degli unici lavori datati dell’anno della morte dell’artista.

 

Una mostra in collaborazione con la Klassik Stiftung Weimar, Direzione dei Musei

             

 

Con il gentile sostegno della Ernst von Siemens Kunststiftung e della Tavolozza Foundation

 

 

       

 

Foto: Andrea Veneri

Nell’ambito della mostra Italia in linee. Disegni di Christoph Heinrich Kniep

Per Goethe il soggiorno in Sicilia fu l’esperienza più significativa del suo viaggio in Italia. In questo “luogo meraviglioso, verso cui convergono tanti raggi della storia mondiale”, come egli stesso scrive, si concentravano i suoi molteplici interessi: mitologici e artistici, ma anche geologici e scientifici. Tra questi vi era anche la ricerca della pianta primordiale nel giardino botanico di Palermo. La Sicilia divenne così un momento chiave per la sua comprensione del mondo. Fu accompagnato da Christoph Heinrich Kniep, i cui disegni realizzati durante il viaggio catturarono la percezione che Goethe aveva dell’isola e allo stesso tempo consentono di approfondire il suo mondo di pensieri e immagini.

Lo storico dell’arte Dr. Christoph Orth è curatore delle collezioni grafiche dei musei della Klassik Stiftung Weimar dal 2021 dove cura, tra l’altro, la collezione di opere d’arte su carta appartenuta a Goethe. Tra i suoi principali ambiti di interesse figurano l’arte del disegno dell’età moderna e del XIX secolo. Tra le sue ultime pubblicazioni figurano quelle su Goethe e Caspar David Friedrich.

Immagini: Christoph Orth © Christoph Orth; C. H. Kniep: C. H. Kniep, Il golfo di Palermo e il Monte Pellegrino C. 1787. Weimar, Klassik Stiftung Weimar, Museen© Klassik Stiftung Weimar, Museen

Nel bicentenario della morte di Christoph Heinrich Kniep (1755-1825), la Casa di Goethe dedica per la prima volta in Italia una mostra al disegnatore tedesco. Kniep è noto soprattutto per aver accompagnato Goethe nel suo viaggio in Sicilia, ma l’esposizione vuole mettere in risalto anche la sua produzione artistica, con la quale ha contributo significativamente all‘attività degli artisti tedeschi in Italia.

La mostra presenta oltre 40 opere, tra cui disegni a seppia e acquerelli. Oltre ai disegni provenienti dalla collezione del museo, saranno esposti anche i prestiti della Klassik Stiftung di Weimar, del Goethe-Museum di Düsseldorf, della Hamburger Kunsthalle e dell’Istituto centrale per la grafica di Roma.

La mostra è accompagnata da un catalogo in italiano e tedesco.

In collaborazione con la Klassik Stiftung Weimar, Direzione dei Musei

             

 

Con il gentile sostegno della Ernst von Siemens Kunststiftung e della Tavolozza Foundation

 

       

 

Immagine: Christoph Heinrich Kniep: Veduta del Colosseo a Roma, 1788, Museo Casa di Goethe Roma

Questo incontro è incentrato sulle traduzioni dei testi di Ingeborg Bachmann in lingua italiana ed è dedicato al germanista e studioso e traduttore della scrittrice austriaca, Luigi Reitani (1959-2021).

Saluti di benvenuto: Luca Crescenzi (Presidente IISG)

Introduce: Gabriella Catalano (Università degli Studi di Roma Tor Vergata)

Intervengono: Marco Rispoli (Università di Padova), Massimiliano De Villa (Università di Trento)

L’incontro si terrà presso l’Istituto Italiano di Studi Germanici Villa Sciarra. In collaborazione con la Casa di Goethe in occasione della mostra Ingeborg Bachmann “Esisto solo quando scrivo”, visitabile al Museo Casa di Goethe fino al 31 agosto 2025

 

In collaborazione con

 

Ingeborg Bachmann avrebbe compiuto 99 anni il 25 giugno 2025. Per l’occasione, vi invitiamo a festeggiare il compleanno e vi offriamo delle visite guidate alla mostra Ingeborg Bachmann “Esisto solo quando scrivo”, in corso al Museo Casa di Goethe fino al 31 agosto.

17.15 Visita guidata in lingua tedesca

18.00 Festa di compleanno

18.15 Visita guidata in lingua italiana

 

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Immagini: Ingeborg Bachmann come clown, metà anni 1930 © Archivio di famiglia Bachmann Matthias Bachmann; vista della mostra © Andrea Veneri