NEWTON | GOETHE | GALILEO Riflessioni di Mischa Kuball

 

Inaugurazione 29.4.2026, 19.00
30.4. | 04.10.2026

La mostra dell’artista concettuale Mischa Kuball (*1959) affronta due episodi significativi della storia della scienza. Viene presentata un’installazione appositamente realizzata per la Casa di Goethe, incentrata sulle formulazioni contrastanti di Johann Wolfgang von Goethe e Isaac Newton relative alla teoria dei colori e alla rifrazione della luce. Un’altra opera, che si estende negli spazi museali, ha come tema le osservazioni di Galileo Galilei sulle macchie solari, che all’inizio del XVII secolo lo contrapposero alla Chiesa cattolica. L’opera è stata gentilmente concessa in prestito dalla Monika Schnetkamp Collection di Düsseldorf.

Una cooperazione tra la Casa di Goethe, Roma e KAI 10 I ARTHENA FOUNDATION, Düsseldorf.

In occasione dei 100 anni dalla nascita di Ingeborg Bachmann

Punto di incontro: davanti alla Casa di Goethe

Inaugurata dal Teatro Mobile già nel 2023 (a 50 anni dalla morte di Ingeborg Bachmann), la passeggiata che viene proposta seguirà la scrittrice austriaca, nata a Klagenfurt il 25 giugno 1926 e morta a Roma il 17 ottobre 1973, in un itinerario che ricostruisce i suoi spostamenti nella città dove, come lei stessa ha detto, aveva “imparato a vivere” e a “guardare”.
Il percorso consentirà l’ascolto in cuffia di testi letti dalla voce della stessa Bachmann e di pagine commentate che definiscono il suo rapporto con i luoghi, sia quelli fisici, legati alla topografia reale della città, sia i suoi “territori dell’anima”. La passeggiata avrà inizio davanti alla Casa di Goethe, e proseguirà verso Via Bocca di Leone passando per Piazza di Spagna.


Nell’ambito della rassegna INCONTRI AL CORSO 18, l’attuale borsista della Casa di Goethe, Theresia Prammer, presenta il suo progetto “Die andere Literatur” (L’altra letteratura) in una conversazione aperta con Gregor H. Lersch e il pubblico.

“Parché scrivo in dialeto?

Dante, Petrarca e quel dai Diese Giorni

Gà pur scrito in toscan.

Seguo l’esempio.”

Giacomo Noventa: Versi e poesie, 1956

“L’altra letteratura”, così il critico ed editore Franco Brevini definisce le opere poetiche italiane da lui valorizzate in importanti edizioni, nate ai margini e al di fuori del canone della lingua nazionale. Sempre irremovibilmente resistenti al purismo linguistico, poeti come Tonino Guerra o Giacomo Noventa hanno contrapposto alla lingua nazionale unificata di impronta petrarchista «il potere delle talpe» (Tonino Guerra), mentre in autori come Franco Loi o Raffaello Baldini prevale l’elemento corale-carnevalesco. Dalle voci genuinamente liriche (Franco Scataglini) ai grandi “narratori”, dai realisti ai satirici fino agli avanguardisti, il dialetto in Italia si rivela una tastiera altamente specializzata con molti registri stilistici. Molti degli autori e delle autrici che hanno utilizzato il dialetto come strumento estetico sono ormai diventati a loro volta dei classici e hanno influenzato intere generazioni successive. Ma chi erano i protagonisti della “poesia dialettale” e quale futuro le attende?

Ogni giorno, come affermava già il siciliano Ignazio Buttitta, scomparso nel 1997, la chitarra del dialetto perde una corda. Theresia Prammer conduce una ricerca sul dialetto inteso come deposito della memoria e «langue mineure», come lingua della vicinanza e codice iperletterario, come nutrimento dell’anima e laboratorio poetico-poetologico, e porta avanti un progetto antologico interamente dedicato alla memoria culturale dei dialetti italiani in forma versificata. Nomi come Virgilio Giotti, Franca Grisoni, Tonino Guerra, Franco Loi e altri, ancora poco conosciuti nell’area di lingua tedesca al di fuori di Pasolini e Zanzotto, vorrebbe tradurli in tedesco, ripercorrendo così anche i rispettivi dialetti come lingue letterarie italiane.

Theresia Prammer, nata nel 1973, ha studiato romanistica a Vienna e vive come autrice, traduttrice e organizzatrice di eventi a Berlino e Vienna. Scrive saggi sulla poesia contemporanea e lavora come docente presso l’Institut für Sprachkunst. Nel 2020 ha fondato il Dante-Zentrum für Poesie und Poetik. Recentemente ha pubblicato la sua edizione delle poesie di Giovanni Pascoli (Nester, Wallstein 2024) e il volume Lectura Dantis. Zeitgenössische Dichtung im Dialog mit Dantes Commedia (2025).

Con il gentile sostegno della Karin und Uwe Hollweg Stiftung

“Sì, finalmente sono arrivato nella capitale del mondo!” (J.W.Goethe, “Viaggio in Italia”, 1 novembre 1786)

Con l’arrivo a Roma inizia anche il nuovo romanzo di Thomas Brussig, ex borsista della Casa di Goethe e vincitore del Premio Villa Massimo 2024/25.

In questa distopia ambientata nel 2084, Roma è la capitale di un mondo in cui tutti hanno una garanzia certificata di felicità. Grazie all’“elisir” regna la pace, l’impronta ecologica degli esseri umani è minima, la crisi climatica è stata scongiurata. Ma cosa c’è di distopico in tutto questo?

Thomas Brussig presenta l’inizio del suo romanzo Die Erfindung des Glücks (L’invenzione della felicità), ancora in fase di lavorazione, in una lettura e in una conversazione con il Prof. Giovanni Sampaolo (Università Roma Tre).

© privato

Thomas Brussig, nato a Berlino nel 1964, ha esordito nel 1995 con il romanzo Helden wie wir. A questo sono seguiti Am kürzeren Ende der Sonnenallee (1999), Wie es leuchtet (2004) e il musical Hinterm Horizont (2011). Le sue opere sono state tradotte in 30 lingue. I suoi romanzi più recenti sono Das gibts in keinem Russenfilm (2015), Beste Absichten (2017), Die Verwandelten (2020), Mats Hummels auf Paarship (2023) e Meine Apokalypsen (2023). Ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti. Nel 2024/25 è vincitore del Premio Roma dell’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo e nel 2021 ha avuto una borsa di studio alla Casa di Goethe Roma. È membro di varie giurie e tra i fondatori del “Gruppe 05” di Lubecca. Nel semestre estivo del 2012 è stato titolare della cattedra di poetica presso l’Università di Coblenza-Landau. Thomas Brussig è stato il promotore della squadra nazionale tedesca di calcio per scrittori nel 2005.

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Giovanni Sampaolo è professore di lingua e traduzione tedesca all’Università Roma Tre. Si occupa della cultura tedesca dal Settecento a oggi con particolare riguardo a Goethe, sul cui romanzo Le affinità elettive ha pubblicato una monografia tradotta anche in tedesco. Ha curato l’antologia Quarantadue scrittrici e scrittori dell’Austria di oggi (2020) in 3 volumi.

L’evento si svolge in lingua tedesca. Ingresso libero, senza prenotazione.

In collaborazione con l’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo

La traduzione di Goethe ha fatto sì che l’autobiografia dell’orafo e scultore italiano Benvenuto Cellini (1500-1571) riscuotesse grande attenzione e diffusione. In essa, Cellini descrive la sua vita e la sua opera come indissolubilmente intrecciate, diventando così testimone di una delle epoche più vitali dell’arte moderna. Al centro della conferenza c’è la spettacolare storia della vita di Cellini, che non solo ha affascinato Goethe in modo duraturo, ma che ancora oggi rappresenta una testimonianza esemplare dell’esistenza autonoma dell’artista.

© privat

 Andreas Beyer ha insegnato in diverse università in Germania e all’estero. Nel 2021 è stato eletto membro dell’Accademia Tedesca per la Lingua e la Poesia.

La conferenza si terrà in lingua tedesca dal vivo presso la Casa di Goethe e sarà trasmessa in streaming online.
L’ingresso è libero, ma i posti a sedere sono limitati. Si prega di arrivare per tempo. Prenotazione per partecipare online:
2 Aprile

Un evento del L.I.S.A., il portale scientifico della Fondazione Gerda Henkel, e vhs.wissen live in collaborazione con la Casa di Goethe

 

L’autrice in dialogo con Antonella Gargano (Roma, La Sapienza), Giuliano Lozzi (Roma Tor Vergata)

Modera Camilla Miglio (Roma, La Sapienza)

Il volume è stato appena pubblicato da Carocci Editore.

In occasione dei 100 anni dalla nascita di Ingeborg Bachmann

Fornendo un nuovo sguardo d’insieme, completo e aggiornato, sulla vita e sulle opere della scrittrice austriaca Ingeborg Bachmann (1926-1973), il volume invita alla lettura dei suoi testi, molti dei quali composti durante i vari periodi di soggiorno in Italia: a Ischia, a Napoli e soprattutto a Roma. Ampiamente tradotta in italiano, oggi Bachmann sta riscuotendo l’attenzione di nuove generazioni, dopo l’appassionata ricezione degli anni Ottanta e Novanta da parte della cultura femminista. Intellettuale cosmopolita ed europea, viene considerata ormai un’autrice classica del Novecento, con una produzione che dalle prime raccolte liriche di grande risonanza arriva, attraverso radiodrammi, saggi e due libretti d’opera, alla straordinaria prosa narrativa. Anche i momenti di crisi personale non le hanno impedito di dedicarsi completamente alla scrittura, accettando la sfida rappresentata dal linguaggio corrotto delle opinioni e delle frasi fatte, per allargare l’orizzonte del dicibile e del possibile: chi scrive può infatti «rappresentare l’epoca sua e presentare qualcosa per cui il tempo non è ancora venuto». Memoria del passato e meticolosa analisi dei meccanismi del potere creano nei suoi testi «un regno aperto al futuro di cui non conosciamo i confini».

 

Rita Svandrlik, ordinaria di Letteratura tedesca nell’Università di Firenze dal 2006 al 2022, ha svolto attività didattica e di ricerca in varie università, tra cui Vienna, Bonn, Lipsia. Socia fondatrice della Società Italiana delle Letterate e dell’Archivio per la memoria e la scrittura delle donne, è membro della “Rete di ricerca internazionale Elfriede Jelinek” dell’Università di Vienna. Si è occupata di costruzioni mitiche del femminile, di letteratura austriaca e di varie autrici, tra cui E. Jelinek, Ch. Wolf, M. Haushofer. A Ingeborg Bachmann ha dedicato una monografia (I sentieri della scrittura, 2001, Carocci) e vari saggi; ha curato il volume Das dreißigste Jahr (2020) dell’Edizione di Salisburgo delle “Opere e Lettere” di Bachmann.

 

Antonella Gargano © privato

Antonella Gargano  ha insegnato Letteratura tedesca presso la Facoltà di Lettere e Filosofia della “Sapienza Università di Roma” e presso l’Università di Macerata. Ha organizzato numerosi eventi culturali, convegni, allestimenti di mostre e ha collaborato allo svolgimento di spettacoli attorno a temi letterari. È stata presidente dell’Associazione Italiana di Germanistica. Ha pubblicato studi sull’espressionismo, sul rapporto tra città e avanguardie e sulla memoria dei paesaggi urbani. Di Ingeborg Bachmann si è occupata in studi su singole opere, in rapporto ad altre scritture (Christa Wolf, Giuliana Morandini, Joyce Lussu) e ad altri linguaggi artistici (Anselm Kiefer).

 

Giuliano Lozzi © privato

Giuliano Lozzi è professore associato di lingua, traduzione e linguistica tedesca all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. I suoi interessi di ricerca sono incentrati sulla lingua e letteratura tedesca del Novecento con un focus particolare sulla letteratura delle donne e sulla cultura ebraico-tedesca.

 

Camilla Miglio © privato

Camilla Miglio è Professore Ordinario di Germanistica alla “Sapienza” di Roma dopo avere insegnato a Pisa e all’ “Orientale” di Napoli. Studia il farsi della coscienza letteraria europea con un focus sulla tradizione tedesca e la sua caratteristica ‘relazionale’. Indaga le linee segnate dall’eredità umanistica e il rapporto con l’antico, le relazioni oriente-occidente e nord-sud, la cultura ebraico-tedesca, i nessi tra discorso poetico e scienze, musica, spazio geografico, ambiente. Monografie su Paul Celan (Celan e Valéry. Poesia, traduzione di una distanza, Napoli 1997; Vita a fronte. Saggio su Paul Celan, Macerata 2005; Ricercar per verba. Paul Celan e la musica della materia, Macerata 2022); su Ingeborg Bachmann (La terra del morso, L’Italia ctonia di Ingeborg Bachmann, Macerata 2012, 2023); sulla ricezione letteraria attraverso la traduzione. Traduzioni da C. Brentano; U. Draesner; H. M. Enzensberger; J. e W. Grimm; E.T.A. Hoffmann; F. Kafka; J. A. Liebeskind; P. Waterhouse. È stata insignita dei seguenti premi: Ladislao-Mittner-Preis für Deutschlandsstudien (2005); Bundesverdienstkreuz der Bundesrepublik Deutschland (Croce al merito, 2010).

Evento in lingua italiana. Ingresso libero.

Marie Luise Kaschnitz, 08.02.1950 Hamburg © picture alliance / dpa / dpa

Le pietre di Roma parlano, fiorendo nella luce al neon. Marie Luise Kaschnitz

I due noti autori tedeschi Eva Sichelschmidt e Durs Grünbein colgono l’occasione del 125° anniversario della nascita di Marie Luise Kaschnitz per condividere con il pubblico il loro fascino per la scrittrice e poetessa, dal punto di vista di due autori: una autrice di prosa e un poeta. Per Eva Sichelschmidt, Kaschnitz è una rappresentante progressista del femminismo applicato, che ha origine nella sete di conoscenza e nella gioia dell’istruzione e della comprensione, nonché una brillante stilista, soprattutto nella sua prosa breve. Durs Grünbein ammira la sua arte descrittiva concisa, la capacità di rappresentare con pochi tratti le caratteristiche dei personaggi, la profondità dei riferimenti storici nella sua poesia e la sua fine capacità di osservazione.

Ma entrambi hanno soprattutto una cosa in comune con Marie Luise Kaschnitz: l’amore per l’Italia, in particolare per Roma. Attraversare con il suo sguardo la Roma di allora apre ancora oggi nuove prospettive sul passato vicino e lontano. Eva Sichelschmidt e Durs Grünbein dimostreranno questi aspetti attraverso la lettura di brani scelti dalle opere di Kaschnitz e in una conversazione.

Eva Sichelschmidt © Jürgen Bauer

Eva Sichelschmidt è nata il 25 luglio 1970 a Wuppertal e ha vissuto inizialmente nella regione della Ruhr. Nel 1989 si è trasferita a Berlino, dove ha aperto un atelier di abiti da sposa e da sera e ha lavorato come costumista per il cinema e l’opera. Nel 1997 ha fondato il negozio “Whisky & Cigars” a Berlino Mitte, che esiste ancora oggi. Dal 2010 lavora come scrittrice e fa la pendolare tra Roma e Berlino. È sposata e ha tre figlie.

Nel 2022 ha partecipato al concorso Ingeborg Bachmann a Klagenfurt. È autrice di diversi romanzi, tra cui Bis wieder einer weint, che nel 2020 è entrato nella longlist del Deutscher Buchpreis e nella shortlist del Literaturpreis Ruhr.

Durs Grünbein © privat

Poeta e intellettuale fra i più noti e apprezzati nell’attuale panorama della letteratura europea, Durs Grünbein (Dresda 1962) ha esordito, un anno prima della caduta del Muro di Berlino, con la raccolta di versi Grauzone morgens, (1988), che gli è valsa di lì a poco la prestigiosa consacrazione del Premio Büchner (1995). Grünbein è autore di saggi e prose narrative. Numerosissimi i riconoscimenti tributati sin qui alla sua opera, fra cui spiccano il Premio Nietzsche (2004), il Premio Pasolini (2006), il Premio Transströmer (2012), il Premio Herbert Zbigniew (2020) nonché, ultimi in ordine di tempo, la Laurea honoris causa in Scienze Filosofiche (Università di Milano, 2022) e il Premio CetonaVerde Poesia (2023). Grünbein vive fra Berlino e Roma, dove è stato fra l’altro borsista dell’Accademia Tedesca di Villa Massimo (2009).

L’evento si svolgerà in lingua tedesca. Ingresso libero senza prenotazione.

Con il gentile sostegno della Gesellschaft für deutsche Sprache e. V.

Musiche di E. W. Korngold, F. Hensel Mendelssohn, M. Weinberg, V. Ullmann, R. Kahn eseguite da docenti ed allievi del Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma, direzione artistica: M. Barbara Ferrara

Saluti di benvenuto:

Andreas Krüger, Capo Ufficio Culturale & Scienza, Ambasciata della Repubblica Federale di Germania Roma

Pino Pelloni, Fondazione Giuseppe Levi Pelloni

Introduzione musicale:

Barbara Ferrara, Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” Rom

 Per me, Theresienstadt è stata e rimane una scuola di forma. Prima, non si poteva sentire il peso e la sostanza della forma, perché la vita quotidiana li nascondeva. Qui, dove la sostanza deve essere vinta dalla forma, dove tutto ciò che è materiale deve essere trasformato in spirito… — Viktor Ullmann, Goethe e il Ghetto (1944)

Cosa sopravvive quando tutto ciò che è umano viene negato? La musica, nel contesto della Shoah, non è stata solo una cronaca del dolore, ma un veicolo di trasformazione metafisica. Questa proposta concertistica esplora il concetto di “forma” di cui parlava Viktor Ullmann: la capacità dell’arte di prendere il caos brutale della realtà e trasfigurarlo in qualcosa di eterno, universale e profondamente spirituale. Il programma non segue un filo puramente cronologico, ma si muove per risonanze. Mette in luce come la musica sia stata il vettore attraverso cui l’essere umano ha proiettato la propria dignità oltre il filo spinato, trasformando la privazione materiale in una ricchezza interiore indistruttibile.
Attraverso il dialogo tra le opere composte nel silenzio dei campi e non, e la sensibilità dei linguaggi contemporanei, il concerto diventa uno spazio di riflessione astratta ma potentissima. La musica agisce qui come un ponte: trasporta l’ascoltatore dal particolare della tragedia storica all’universale della condizione umana. Non è solo un esercizio di memoria, ma un’esperienza di vigilanza sonora. In un mondo che tende a dimenticare, queste note diventano tracce di una storia incompiuta che continua a interrogarci, dimostrando che la bellezza — quando nasce dal rigore e dalla sofferenza — non è un ornamento, ma l’ultima, suprema forma di verità.

Programma

E. W. Korngold
My Mistress Eyes

F. Hensel Mendelssohn
Adagio per violino e pianoforte in Mi maggiore H72

M. Weinberg
Zwei Lieder Op. 13 su testi di J. L. Perez für Gesang und Klavier Trio

V. Ullmann
Drei Jiddische Lieder (Brezulinka) Op. 53:
Berjoskele
Margarithelech
A Meidel in die Johren

F. Hensel Mendelssohn
Fantasia per Violoncello e Pianoforte in Sol minore

R. Kahn
Sieben Lieder aus “Jungbrunnen” von Paul Heyse:
Nun stehn die Rosen Blüte
Mein Herzblut geht in Sprüngen
Waldesnacht, du wnderkühle
Wie bin ich nun in kühler Nacht
Wie trag’ ich doch in Sinne
In der Mondnacht
Es geht ein Wehen durch den Wald

Interpreti

Eero Lasorla – Tenore

Il tenore finlandese Eero Lasorla vanta una formazione internazionale d’eccellenza, culminata con la laurea con lode in Musica Vocale da Camera presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma, dopo gli studi compiuti a Tampere. La sua carriera si distingue per una notevole versatilità, che spazia dal repertorio operistico a quello liederistico e corale.

In Finlandia ha interpretato ruoli iconici come Tony in West Side Story, Tom Rakewell in The Rake’s Progress e il Soldato nel L’Histoire du soldat. Più recentemente, ha calcato i palchi di Helsinki come Jonathan Persson in Kung Karls Jakt e il Teatro Parvum di Alessandria nel ruolo di Nemorino (L’elisir d’amore). Di rilievo la sua esperienza al Savonlinna Opera Festival e le collaborazioni con prestigiosi cori quali il Chorus Cathedralis Aboensis. Dal 2024 è membro stabile del coro dell’Opera e Balletto Fiamminga (OBV) in Belgio.

Grande interprete della musica da camera, si è esibito in festival come Liszt and Friends e il Sibelius Festival. La sua dedizione alla musica finlandese è testimoniata dalla pubblicazione (LIM/Ricordi, 2020) del volume Jean Sibelius Lieder, scritto in collaborazione con Marina Cesarale, opera di riferimento che raccoglie e traduce l’intero corpus liederistico del compositore.

Gabriele Valabrega – Violino

Nato nel 2006 e cresciuto in un ambiente familiare dedito all’arte, Gabriele Valabrega intraprende lo studio del violino a soli sette anni sotto la guida del M° Ann Stupay. Il suo percorso formativo si consolida presso il Centro Sperimentale di Musica per l’Infanzia (Cesmi) di Roma, dove si distingue rapidamente sia come solista che nelle formazioni orchestrali, vincendo nel 2018 il primo premio assoluto al Concorso Nazionale “Giovani Musici”.

Il suo talento è confermato da numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui i diplomi di merito al concorso “Chroma”, il primo premio al Concorso Nazionale Suzuki di Viterbo (dove si esibisce come solista nel Concerto in La minore di Vivaldi) e il primo premio all’11° Concorso Internazionale “Città di Filadelfia”. Ha ottenuto le certificazioni ABRSM con il massimo punteggio e ha perfezionato la sua tecnica in Polonia presso i prestigiosi Zenon Brweski International Music Courses con Helen Brunner.

Nel 2019 ha trionfato al concorso “Giovani Musici” sia nella categoria solisti che in musica da camera. Attualmente prosegue il suo percorso accademico presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma, frequentando la classe della Prof.ssa Liliana Bernardi, confermandosi come una delle promesse più brillanti della nuova generazione di violinisti.

Marina Cesarale – Pianoforte

Pianista di raffinata sensibilità, Marina Cesarale si diploma con lode al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma, perfezionandosi successivamente con maestri di fama mondiale come Petroushanskij, Magaloff e Masi, oltre a specializzarsi nella Liederistica a Vienna con Charles Spencer. La sua carriera è segnata da momenti di alto prestigio istituzionale, come l’invito del Presidente Giorgio Napolitano a suonare per la RAI in occasione della chiusura dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

Apprezzata ricercatrice e interprete, collabora con IBIMUS e ISMEO per il recupero di brani inediti di musica vocale da camera. Nel 2025 ha diretto un seminario su Robert Kahn presso il Conservatorio “Santa Cecilia”. Dal 2020 è membro del comitato artistico della Sibelius Society Italia, per la quale ha tenuto concerti significativi, inclusi duo con la violinista Satu Jalas (nipote di Sibelius) e collaborazioni con il tenore Eero Lasorla.

Insieme a Lasorla ha pubblicato per LIM/Ricordi il primo saggio italiano sull’opera omnia dei Lieder di Sibelius, curandone traduzioni e analisi. Attiva anche in campo radiofonico, ha registrato per Radio Vaticana con Erica Piccotti e David Greiner, esplorando repertori ricercati come la “Entartete Musik”. La sua attività unisce rigore musicologico e una profonda dedizione alla diffusione della cultura musicale mitteleuropea e scandinava.

Mathilda Overlöper – Violoncello

Mathilda Overlöper è cresciuta a Bochum (Germania) e nel 2022 si è trasferita a Brema per lo studio del violoncello alla Hochschule di Brema con Kilian Fröhlich. Attualmente si trova a Roma per un semestre Erasmus presso il conservatorio Santa Cecilia, dove studia Musica da Camera nella classe del M. Barbara Ferrara. Dall’età di sette anni, Mathilda predilige la musica da camera trovando in essa la propria passione. Così come in orchestra, al fine di vivere momenti emozionanti con il pubblico.

Immagini: Erich Wolfgang Korngold (Georg Fayer, PDM), Fanny Hensel, (Moritz Daniel Oppenheim, 1842, PDM), Viktor Ullmann (PDM), Robert Kahn (PDM) 

In collaborazione con il Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” Roma

Con il gentile sostegno della Fondazione Giuseppe Levi Pelloni

6.2. – 12.4.2026
5.2.2026, 19:00 Inaugurazione 

Saluti di benvenuto

Gregor H. Lersch, Direttore Casa di Goethe
Andreas Krüger, Capo Ufficio Culturale & Scienza, Ambasciata della Repubblica Federale di Germania Roma
Konrad Heumann, Responsabile del dipartimento dei manoscritti presso il Freies Deutsches Hochstift e membro del consiglio direttivo, ASKI e.V.
Claudia Nordhoff, Collaboratrice scientifica Casa di Goethe

La Casa di Goethe apre il suo deposito e presenta le nuove acquisizioni degli ultimi anni. Tra queste fi gurano le opere di artisti vicini a Goethe, come Johann Heinrich Wilhelm Tischbein e Jakob Philipp Hackert, rappresentati da eccezionali disegni esposti qui per la prima volta. Particolare attenzione è stata dedicata anche ai membri dell’Associazione degli artisti tedeschi a Roma del XIX secolo, la cui biblioteca storica è conservata nel museo. Tra loro, dipinti di Oswald Achenbach e Wilhelm Brücke trovano ora spazio nella collezione. Nel XX e XXI secolo, si aprono nuove prospettive sull’eredità di Goethe attraverso le opere di Filippo de Pisis, Henry Moore e Claudia Berg. Dal XVIII secolo a oggi, si dispiega così un ampio panorama artistico che rifl ette la ricchezza e la continuità dell’attività collezionistica della Casa di Goethe.

 

Immagine: Wilhelm Brücke, Vollmond über dem Golf von Neapel mit ausbrechendem Vesuv, 1847, Casa di Goethe © Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la storia dell’arte (Enrico Fontolan)

INCONTRI AL CORSO 18 è una serie di eventi in cui i borsisti, che per due mesi vivono e lavorano in Via del Corso 18, presentano i loro progetti in un dialogo aperto con Gregor H. Lersch, il direttore della Casa di Goethe, e il pubblico.

Il poeta Levin Westermann desidera gettare a Roma le basi per un nuovo ciclo di poesie dedicato all’ascesa e alla caduta dell’Impero Romano, osservato attraverso la lente della nostra civiltà contemporanea, minacciata dal cambiamento climatico e dal riscaldamento globale. Come avrebbero reagito i romani di duemila anni fa se qualcuno gli avesse detto che il loro mondo stava per finire? Le strade sepolte, i templi distrutti, il 99% dei testi andati perduti per sempre? E noi, come reagiremmo oggi?
Sullo sfondo della crisi climatica e dei profondi mutamenti che essa comporta per la vita sulla Terra, l’autore riflette sui temi della permanenza e della caducità, in relazione al topos del lutto. Un lutto inteso non solo come reazione individuale alla perdita di una persona, ma comprende anche il fenomeno della solastalgia, ovvero lo sconforto psicologico causato dalla perdita misurabile di specie, ecosistemi e paesaggi in tempo reale. A questo tema Levin Westermann si avvicina attraverso la poesia, ispirato dalle sue ricerche e dalla vita nella “Città Eterna”, dove si trova per la prima volta.

L’evento si svolgerà in lingua tedesca.

 

Levin Westermann © Bettina Wohlfender

Levin Westermann (*1980) ha studiato all’Università delle Arti di Berna e vive come scrittore freelance a Biel/Bienne. Scrive poesie e talvolta anche prosa. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo lavoro, tra cui il Schweizer Literaturpreis, il Deutscher Preis für Nature Writing e il Basler Lyrikpreis. I suoi ultimi libri, farbe komma dunkel (2021) e Zugunruhe (2024), sono stati pubblicati da Matthes & Seitz Berlin.

Con il gentile sostegno della Fondazione Karin e Uwe Hollweg