Incontri al Corso 18 – Levin Westermann

 

INCONTRI AL CORSO 18 è una serie di eventi in cui i borsisti, che per due mesi vivono e lavorano in Via del Corso 18, presentano i loro progetti in un dialogo aperto con Gregor H. Lersch, il direttore della Casa di Goethe, e il pubblico.

Il poeta Levin Westermann desidera gettare a Roma le basi per un nuovo ciclo di poesie dedicato all’ascesa e alla caduta dell’Impero Romano, osservato attraverso la lente della nostra civiltà contemporanea, minacciata dal cambiamento climatico e dal riscaldamento globale. Come avrebbero reagito i romani di duemila anni fa se qualcuno gli avesse detto che il loro mondo stava per finire? Le strade sepolte, i templi distrutti, il 99% dei testi andati perduti per sempre? E noi, come reagiremmo oggi?
Sullo sfondo della crisi climatica e dei profondi mutamenti che essa comporta per la vita sulla Terra, l’autore riflette sui temi della permanenza e della caducità, in relazione al topos del lutto. Un lutto inteso non solo come reazione individuale alla perdita di una persona, ma comprende anche il fenomeno della solastalgia, ovvero lo sconforto psicologico causato dalla perdita misurabile di specie, ecosistemi e paesaggi in tempo reale. A questo tema Levin Westermann si avvicina attraverso la poesia, ispirato dalle sue ricerche e dalla vita nella “Città Eterna”, dove si trova per la prima volta.

L’evento si svolgerà in lingua tedesca.

 

Levin Westermann © Bettina Wohlfender

Levin Westermann (*1980) ha studiato all’Università delle Arti di Berna e vive come scrittore freelance a Biel/Bienne. Scrive poesie e talvolta anche prosa. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo lavoro, tra cui il Schweizer Literaturpreis, il Deutscher Preis für Nature Writing e il Basler Lyrikpreis. I suoi ultimi libri, farbe komma dunkel (2021) e Zugunruhe (2024), sono stati pubblicati da Matthes & Seitz Berlin.

Con il gentile sostegno della Fondazione Karin e Uwe Hollweg

 

INCONTRI AL CORSO 18 è una serie di eventi in cui i borsisti, che per due mesi vivono e lavorano in Via del Corso 18, presentano i loro progetti in un dialogo aperto con Gregor H. Lersch, il direttore della Casa di Goethe, e il pubblico.

Roma – prima, durante e dopo Peter O. Chotjewitz

Durante la sua permanenza a Roma, Radek Krolczyk segue le orme dello scrittore tedesco, traduttore e avvocato Peter O. Chotjewitz, che ha trascorso un periodo a Roma in vari decenni, alla fine degli anni ’60 e all’inizio degli anni ’70, poi nei primi anni ’90, incontrando delle personalità anche antitetiche, come ad esempio i membri del gruppo terroristico RAF Andreas Baader e Gudrun Ensslin o l’autore Ernst Jünger, vincitore del Premio di Roma a Villa Massimo nel 1967, insieme allo stesso Chotjewitz. Nelle sue opere letterarie nascono dei ritratti originali della città che confronta nei vari periodi di tempo. Ora, a 15 anni dalla sua morte, Radek Krolczyk realizza il successivo aggiornamento della sua Roma.
Il saggio letterario sarà ompletato da una serie di fotografie appositamente realizzate da Hannah Wolf e pubblicato da Verbrecher Verlag Berlin, che si occupa anche dell’opera di Chotjewitz.

Radek Krolczyk (*1978, Pyskowice, PL) è autore e gallerista e vive a Brema. Lavora sulle implicazioni politiche dell’estetica. Dal 2014 è docente presso l’HfK e dal 2019 insegna studi artistici all’Università di Brema. Nel 2018 è stato insignito del Premio per la critica d’arte di Colonia e dell’Arbeitsgemeinschaft deutscher Kunstvereine (ADKV). È proprietario della Galerie K’ di Brema.

Foto: Radek Krolczyk © Hannah Wolf, Peter O. Chotjewitz © Alexander Janetzko

Un nuovo sguardo sull’architettura di Roma

INCONTRI AL CORSO 18 è una serie di eventi in cui i borsisti, che per due mesi vivono e lavorano in Via del Corso 18, presentano i loro progetti in un dialogo aperto con Gregor H. Lersch, il direttore della Casa di Goethe, e il pubblico.

La borsista Laura Helena Wurth prepara a Roma un servizio radiofonico per Deutschlandfunk Kultur sull’influenza dell’architetta Plautilla Bricci sulla Roma barocca.

La visita di una città di solito si svolge in modo tale che si passa da un monumento all’altro, da un edificio famoso all’altro. In mezzo ci sono uomini seduti a cavallo che hanno costruito o almeno commissionato questi edifici. Camminando in una città, si ha l’impressione che le città siano fatte principalmente da e per i maschi.
A Roma, in particolare, c’è il monumento nazionale chiamato scherzosamente “macchina da scrivere”, Monumento a Vittorio Emanuele II, costruito su progetto di Giuseppe Sacconi.  Anche il Pantheon si pensa sia stato costruito da uomini. Tutta Roma è una città costruita da architetti. Ma è vero? Nel periodo barocco c’è stata almeno una donna architetto: Plautilla Bricci. Non solo costruì edifici in città, ma fu anche pittrice. Ha dipinto la pala d’altare della Cappella di San Luigi. Con la conoscenza dell’influenza di Plautilla Bricci si potrebbe vedere Roma in modo diverso. E anche la Roma moderna che si è sviluppata intorno al GRA verrebbe interpretata in modo differente se si conoscesse meglio Plautilla Bricci.

Come controparte nella storia tedesca, verrà messa in evidenza Astra Zarina. Un’architetta che ha influenzato in modo significativo l’aspetto odierno di Berlino con la progettazione del Märkisches Viertel nel 1966. Come Plautilla Bricci, Zarina ha sempre avuto uomini al suo fianco. Sia nel periodo barocco che negli anni Sessanta. Per il resto della sua vita, fino alla morte nel 2008, Zarina si è dedicata anche all’architettura italiana. È stata conservatrice nel comune di Civita.
Bricci e Zarina hanno influenzato l’immagine di una città, ma non vengono quasi mai citate quando si visitano queste città. L’esplorazione di queste due figure può contribuire ad una nuova valutazione dell’architettura e dell’urbanizzazione.

L’evento si svolgerà in lingua tedesca.

Laura Helena Wurth © Stephanie Neumann

 

Laura Helena Wurth

Laura Helena Wurth, nata nel 1989 a Berlino, è autrice e critica. Si è laureata in Arte e Cultura all’Università di Maastricht e ha conseguito un Master all’Università Humboldt di Berlino. Scrive regolarmente di arte e architettura contemporanea per FAZ, FAS, NZZ ed è redattrice di Deutschlandfunk Kultur. È cofondatrice del project space FKA SIX, che ha affrontato il tema delle rovine contemporanee in un centro commerciale nel 2023. Insieme a Louisa Hölker, pubblica la rivista d’arte monotematica One to(o) Many, che unisce molte voci diverse in un’unica opera d’arte.

Un caloroso ringraziamento alla Karin und Uwe Hollweg Stiftung per il suo sostegno al programma di borse di studio.