
L’autrice presenta il volume e legge una selezione di poesie. Introduzione di Gregor H. Lersch
Con Poller. Idyllen, pubblicato nel 2026 da Suhrkamp Verlag, Ann Cotten propone una raccolta poetica che trasporta la tradizione della poesia bucolica nelle immagini e nei mondi della contemporaneità. Partendo dagli idilli di Teocrito, l’autrice esplora le forme che ciò che appare naturale, rurale e armonioso può assumere nelle attuali condizioni mediatiche e sociali.
Le poesie uniscono l’osservazione precisa di situazioni reali a un uso della lingua al tempo stesso ludico e consapevole. Singoli dettagli diventano indicatori temporali e punti di raccordo in cui presente, memoria e tradizione letteraria si incontrano. Cotten concepisce la lingua come un materiale riutilizzabile: testi e immagini preesistenti vengono ripresi, ricomposti e inseriti in contesti sorprendenti.
Il volume è completato da immagini simboliche realizzate dall’autrice.

Ann Cotten © Bogenberger Autorenfotos
Ann Cotten (*1982) è scrittrice e traduttrice. Tra le sue pubblicazioni: Fremdwörterbuchsonette (2007), Florida-Räume (2011), Der schaudernde Fächer (2013), Verbannt! (2016), Jikiketsugaki. Tsurezuregusa (2017), Fast Dumm (2017), Was geht (2018), Lyophilia (2019), Die Anleitungen der Vorfahren (2023), Poller. Idyllen (2026) e Texte für Aliens (2026). Dal 2020 lavora al progetto di dottorato Misuseability. A Camp Materialist Poetics That Also Works for Nonhumans. Dal 2023 è coeditrice della rivista di letteratura e teoria Triëdere. Ann Cotten è stata vincitrice del premio Roma dell’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo 2025/26.
In collaborazione con


Golo Maurer in conversazione con gli editori Hannelore Putz, Martin Baumeister e Ferdinand Kramer
Dallo scorso autunno, con la pubblicazione della terza parte, è ora completa l’edizione storico-critica della corrispondenza tra Ludovico I di Baviera e il suo agente artistico romano, lo scultore Johann Martin von Wagner. La corrispondenza, corredata da commenti esaurienti, comprende 1352 lettere in nove volumi e copre il periodo dal 1809 fino alla morte di Wagner nel 1858. Rappresenta un’opera di riferimento per il mercato dell’arte dell’epoca, per la ricerca sulla provenienza e la ricezione dell’antichità. In essa Roma appare come metropoli culturale europea dal punto di vista della “monarchia artistica” bavarese nell’era delle rivoluzioni. Offre molteplici spunti di riflessione sui motivi e le dinamiche della politica culturale monarchica, sulla storia del collezionismo e dei musei, ma anche sulla situazione degli artisti nella “città eterna”. Allo stesso tempo, riflette una peculiare storia di relazioni durata quattro decenni tra il principe ereditario, re di Baviera dal 1825, e il “suo” uomo a Roma.

Evento in lingua tedesca
In collaborazione con l’Istituto Storico Germanico di Roma
Foto: Johann Martin von Wagner (1777–1858), Bronzebüste von Herrmann Ernst Freund, 1826 (Staatliche Antikensammlung und Glyptothek München)
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