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VIAGGIO IN ITALIA XXI – Lo sguardo sull’altro

28 Ottobre 2022 – Marzo 2023

La mostra presenta e incrocia le prospettive sul presente italiano di otto artisti che lavorano in Italia o in Germania

A cura di Ludovico Pratesi

Guido Casaretto, Crossing Carnevale (Video, 15 min, 2019) © by the artist

VIAGGIO IN ITALIA XXI si occupa del presente dei viaggi in Italia, il cui carattere è cambiato dai tempi di Goethe. Ma ci sono anche delle somiglianze: ancora oggi, ogni viaggio porta con sé il confronto con qualcosa di nuovo, di altro. E significa anche mettere in discussione la propria immaginazione con la realtà.

La mostra gioca con l’ incrocio di sguardi di otto artisti di diverse generazioni che lavorano tra Italia e Germania, in un momento storico nel quale l’Europa si trova ad affrontare tematiche complesse come la questione dei migranti, la diversità di genere, il cambiamento climatico, l’affermazione delle identità delle minoranze o le limitazioni di libertà dovute alle pandemie.

Nella società globale del Ventunesimo Secolo, il tema del rapporto con l’altro è diventato cruciale e scottante, in un tempo dove l’emergenza sembra essersi trasformata in allucinante normalità. In che modo ognuno di noi si relaziona con la necessità di stabilire relazioni con il diverso da sé?  E con quale consapevolezza?

Ad ognuno degli artisti viene chiesto di rispondere con un’unica opera a questa domanda: come ti relazioni con l’altro?

Lo sguardo sull’altro diventa il filo rosso di una narrazione sospesa tra impegno ed evocazione, denuncia o metafora, per offrire ai visitatori una serie di riflessioni su un momento storico attraversato da tensioni contraddittorie, che gli artisti riescono ad interpretare in maniera complessa e spesso lungimirante.

Gli artisti invitati sono: Francesco Arena, Guido Casaretto, Johanna Diehl, Esra Ersen, Silvia Giambrone, Benedikt Hipp, Christian Jankowski, Alessandro Piangiamore.

Gli artisti

Francesco Arena (Brindisi, Italia 1978)

La ricerca dell’artista si muove spesso lungo due binari – quello della storia collettiva, in particolare nazionale, e quello della storia personale – che formano due linee che si toccano, si sovrappongono, si incrociano. Nelle sue performance, installazioni e sculture, la cronaca “in-forma” gli oggetti, siano essi oggetti del quotidiano – agende, sigari, mobili da salotto – o realizzati con materiali tradizionali della scultura (marmo, ardesia, bronzo).

Ha esposto al MAXXI di Roma, al MADRE di Napoli e alla Biennale di Venezia (2013).

Guido Casaretto (Istanbul, Turchia 1981) 

Guido Casaretto ricostruisce oggetti e processi attraverso selezioni e nuove combinazioni, creando così un’iperrealtà che alla fine nasconde l’originale. Non si tratta della distinzione tra soggetto e rappresentazione, realtà e immaginazione, ma piuttosto della conoscenza di un continuum tra divenire e scadere, di sistemi dinamici il cui sviluppo nel tempo è imprevedibile.

Ha esposto al MOCAK – Museum of Contemporary Art di Cracovia e alla Triennale di Melbourne.

Johanna Diehl (Amburgo, Germania 1977)

L’artista Johanna Diehl sviluppa la sua pratica dall’idea che la verità risieda nelle pieghe della memoria ed esplora ciò che si nasconde nei recessi oscuri e trascurati della nostra memoria culturale collettiva. Si interessa di forme di sovrascrittura della memoria e della presenza di ciò che è assente. Negozia l’identità dell’Europa contemporanea e le basi degli spazi costruiti e degli archivi privati.

Ha esposto in diversi musei e istituzioni pubbliche in Germania tra le quali il museo di Osnabrück, la Dietorhallen di Amburgo e la Kunsthalle di Bonn. Nel 2016 è stata borsista all’Accademia Tedesca Roma (Casa Baldi).

Esra Ersen (Ankara, Turchia 1970)

La preoccupazione di Esra Ersen riguarda la diversità culturale e l’identità delle comunità e degli individui emarginati, o più precisamente l’uso da parte dell’individuo di strumenti culturali nella lotta per resistere all’ideologia dominante della maggioranza. Il suo metodo consiste nel concentrarsi sui piccoli incidenti ed eventi (di linguaggio, comportamento, interazione sociale) che racchiudono significati più grandi.All’insegna di un‘allegra sovversione, il suo lavoro si basa sull’analisi di situazioni sociali nel confronto con la cultura, i miti e l’economia.

Borsista all’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo nel 2019, ha esposto al Frankfurter Kunstverein (2006) e ha partecipato alle biennali di Istanbul, San Paolo, Liverpool, Gwangju e a Manifesta 4.

Silvia Giambrone (Agrigento, Italia 1978)

Attraverso l’utilizzo di diversi linguaggi – performance, installazione, scultura, suono, video – il lavoro di Giambrone esplora le politiche e le pratiche del corpo con una particolare attenzione alle forme più sotterranee di assoggettamento. La sua ricerca indaga la dimensione politica dell’intimità poiché essa è il terreno in cui si radicano le forze più misteriose di ognuno.

Ha esposto in diversi musei italiani, come il MAXXI, il museo del Novecento a Firenze e il MART di Rovereto.

Benedikt Hipp (München, Deutschland 1977)

Benedikt Hipp affronta temi attuali, così come miti tradizionali e ricordi personali, plasmandoli negli archetipi sociali del nostro tempo, attraverso dipinti, sculture e installazioni. Il corpo è un argomento chiave nella sua ricerca, volta ad una riflessione sui concetti di individualità e identità, così come il cambiamento e il significato del corpo quale luogo di azione architettonica, sociale e di culto.

Le sue opere sono state esposte in varie mostre collettive e personali in istituzioni come Haus der Kunst di Monaco, la Schirn Kunsthalle a Francoforte e il CAPC a Bordeaux. Nel 2021 è stato borsista all’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo.

Christian Jankowski (Göttingen, Germania 1968)

Christian Jankowski si relaziona con la storia, la politica e il linguaggio dell’arte. Le sue opere sono quasi sempre ‘performance’ – sia letteralmente che formalmente – in quanto i suoi allestimenti attentamente calibrati e gli scenari interattivi coinvolgono occasionalmente collaboratori ignari: televangelisti, indovini, guardie di frontiera e maghi professionisti. La natura collaborativa della pratica di Jankowski è fondamentale, poiché ogni partecipante spesso contribuisce inconsapevolmente alla propria trama alla storia.

Curatore di Manifesta nel 2016, ha esposto in diversi musei internazionali come Kunsthaus Hamburg, Kunstmuseum Stuttgart, Macro Roma. Ha partecipato alle Biennali di Venezia, Taipei, Sydney e alla Biennale del Whitney.

Alessandro Piangiamore (Enna, Italia 1976)

Alessandro Piangiamore è affascinato dalle vibrazioni della materia e dall’infinito movimento della natura, sostituisce il dinamismo e le sensazioni momentanee alla tradizionale staticità della scultura. L’artista riesce così a comunicare l’istantaneità e le impressioni fuggevoli, utilizzando l’immateriale e il tangibile, l’artificiale e il naturale, materiali rigidi e materiali morbidi.

Ha esposto in diversi musei, come la Galleria Nazionale e il MACRO di Roma e Palais de Tokyo a Parigi, e nel 2019 ha preso parte ad una mostra collettiva alla fondazione Pinault a Venezia.